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Materiale Didattico

L’ultimo dei ventrali: Vladimir Jaščenko

Destinatari: studenti di scuola secondaria di secondo grado


Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, l'Unione Sovietica interruppe il dominio statunitense nel salto in alto maschile grazie al lavoro analitico dell'allenatore Vladimir Dyachkov. Dyachkov studiò i movimenti dei migliori atleti e creò la variante del dive-straddle, un'evoluzione del salto ventrale basata su un'ottimizzazione della rincorsa, dello stacco e dell'abbassamento del busto oltre l'asticella.

Con le sperimentazioni di Debbie Brill nel 1966 e la vittoria olimpica di Richard Douglas Fosbury ai Giochi di Città del Messico del 1968, il salto dorsale (Fosbury Flop) iniziò a soppiantare lo stile ventrale, destinandolo a una rapida scomparsa dalle pedane di gara entro gli anni Ottanta.

In controtendenza rispetto all'affermazione del Fosbury, il diciassettenne sovietico Jaščenko stabilì nel 1977 il record mondiale saltando 2,33 metri con lo stile ventrale. Nel marzo del 1978, ai Campionati europei indoor di Milano, migliorò ulteriormente il primato portandolo a 2,35 metri.

Fisicità e declino prematuro: Jaščenko venne indirizzato allo stile ventrale dal suo allenatore Vasili Telegin, che volle valorizzare la sua notevole altezza (193 cm), l'esplosività articolare e una leggera curvatura delle spalle. Tuttavia, sottoposto a ritmi di allenamento e gare insostenibili dai dirigenti sovietici nonostante i dolori articolari, subì un grave infortunio al legamento crociato che ne compromise definitivamente la carriera.

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