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Materiale Didattico

Le nuove Indicazioni Nazionali 2025 per il primo ciclo di istruzione nell’educazione fisica-motoria


Le nuove Indicazioni Nazionali 2025 per il primo ciclo di istruzione saranno operative da settembre 2026 per le classi prime della scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre per le altre classi resteranno valide le Indicazioni Nazionali del 2012. Perché è fondamentale per noi docenti conoscere e confrontarsi sulle nuove Indicazioni? Per capire:

  • come cambia il nostro lavoro di progettazione;
  • cosa rimane di prescrittivo e di direttivo nella nostra disciplina per orientarci nella costruzione di un nuovo curricolo di istituto;
  • come integrare nelle classi seconde e terze i nuovi obiettivi generali con gli OSA.

Nelle nuove Indicazioni 2025, rispetto a quelle del 2012, troviamo:

  • una premessa culturale generale;
  • l’indicazione delle finalità della scuola dell’infanzia e del primo ciclo;
  • il Profilo dello studente (PECUP) integrato con le competenze-chiave europee;
  • l’indicazione degli obiettivi generali;
  • l’organizzazione del curricolo;
  • sono introdotte nelle Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia finalità e competenze attese per i vari campi di esperienza;
  • tutte le discipline del primo ciclo;
  • le finalità delle stesse con obiettivi specifici di apprendimento.
Le nuove Indicazioni Nazionali 2025 per il primo ciclo di istruzione nell’educazione fisica-motoria

Unicità del discente

Un obiettivo fondamentale della scuola del primo ciclo, implicito nella premessa iniziale, è non soltanto la centralità del discente, come evidenziato a suo tempo dal DPR 275/99, ma la valorizzazione dell’unicità di ciascuno studente, promuovendo inclinazioni e talenti, lavorando su una visione olistica della persona e arricchendone ogni dimensione attraverso processi biunivoci di costruzione del sapere, dove ogni componente della comunità educante forma l’altro da sé mentre apprende.

L’allievo a scuola scopre la propria identità e viene supportato e guidato alla propria realizzazione personale in un ambiente sereno e motivante, dove le conoscenze essenziali (le Indicazioni Nazionali suggeriscono “non multa, sed multum”, cioè di privilegiare la qualità e l’approfondimento delle conoscenze alla quantità) vengono enfatizzate come base delle competenze e del Pecup, a fondamento della progettazione del curricolo.

Soggettivazione del sapere

Le nuove Indicazioni evidenziano che lo scopo della scuola non è l’apprendimento per “performare”, cioè per produrre conoscenze effimere, vuote, non elaborate e acritiche, ma l’educazione alla metacognizione, al protagonismo consapevole e alla co-progettazione della propria crescita formativa, educativa e istruttiva. È necessario, pertanto, progettare spazi di opportunità per tutti, educando al dialogo e al rispetto, promuovendo competenze culturali e di cittadinanza, personalizzando le varie scelte metodologico-educative.

Embodiment

Nelle nuove Indicazioni la nostra disciplina, sia alla scuola primaria che alla secondaria di primo grado, ha la finalità di concorrere alla costruzione di sé, alla strutturazione della propria corporeità e al proprio benessere psicofisico. Come sostengono il neurologo Antonio Damasio (“il pensiero si fa attraverso il corpo”) e i nuovi studi neuroscientifici, fin dai primi mesi di vita il corpo è lo strumento attraverso il quale si impara e si conosce il mondo, sé stessi e gli altri (embodiment). Per la prima volta si guarda all’educazione fisica e motoria oltre alle ore curricolari, come educazione permanente a stili di vita sani ed attivi, come strumento per combattere la sedentarietà (con giochi a scuola e in altri ambienti), ma anche per migliorare l’attenzione e la motivazione (con attività quali lo yoga, la mindfulness, la visualizzazione, il grounding).

Anche attività divertenti all’aperto (outdoor education) favoriscono la motivazione che e promuovono la conoscenza del territorio e le Green Comp, legate alla salvaguardia e alla tutela dell’ambiente che ci circonda, in linea con l’Agenda 2030, il Piano d’azione GAPPA (Global Action Plan on Physical Activity) dell’OMS e con l’art. 33 della Costituzione. Il tema dell’embodiment ci aiuta a superare il concetto di corpo vissuto che diventa “nodo del mondo” e “corpo agito”, cioè mezzo di esperienza, di percezione di sé e del mondo.

L’attività motoria e fisica diventano strumenti di consapevolezza interocettiva di benessere, dove l’alunno impara ad ascoltare il proprio corpo, a viverlo, diventando consapevole dei propri limiti e potenzialità. Le nostre palestre si trasformano in laboratori attivi di promozione e consapevolezza di benessere, dove i discenti non devono eseguire in maniera meccanica gesti motori ma devono “sentirli”, farli propri, valorizzando il ruolo della disciplina come mezzo di autoefficacia e di autonomia.

Fitness

Una vera svolta per l’educazione fisica e motoria è l’inclusione esplicita della componente fitness (uno dei tre ambiti motori insieme a promozione di abilità motorie e a uno stile di vita sano ed attivo), una chiara scelta di rendere lo studente sempre più consapevole e responsabile della propria corporeità e di come tutelarla, in linea con il diritto-dovere alla salute. Ciò rafforza la valenza della disciplina come strumento di prevenzione e promozione di benessere in autonomia e implica anche un’evoluzione degli OSA, declinati ora in 5 dimensioni e non più in 4 ambiti come nelle Indicazioni del 2012. È all’interno di tutto questo che la fitness trova la sua legittimazione: il benessere diventa uno degli obiettivi primari da progettare fin dalla scuola primaria. 

Dimensioni della persona

Nelle Indicazioni del 2012 l’educazione fisica doveva promuovere in maniera prioritaria, abilità motorie e sportive. Le Indicazioni del 2025, invece, hanno spostato l’attenzione sul suo ruolo di strumento educativo globale, in ottica interdisciplinare anche con le discipline STEM.

L’educazione fisica e motoria studiano il corpo e il movimento umano attraverso l’interazione tra le dimensioni corporea, cognitiva (porsi problemi, risolverli con pensiero divergente, migliorare attenzione e concentrazione), emotivo-relazionale (ora maggiormente enfatizzata: la disciplina diventa mezzo di apprendimento meta-emotivo, di controllo e gestione delle proprie emozioni e conflitti), sociale (come mezzo di interazione che promuove autoefficacia e responsabilità).

Nelle nuove Indicazioni non conta soltanto educare al risultato motorio o al gesto tecnico prestativo; è fondamentale percepirsi in movimento, modificando il pattern stesso, in base alla propria unicità e alla propria attuazione del gesto, ad attitudini ed esperienze. Il movimento viene inteso nelle sue modalità: espressione di sé attraverso la cinesica e prossemica (espressione), come studio del movimento nelle varie attività fisico-motorie, (motorio) e come abilità motorie acquisite in varie esperienze motorie plurali (sportivo).

L’alfabetizzazione fisico-motoria è il veicolo per promuovere inclusione, incentrata sulla cultura del rispetto, dell’incontro che diventa poi confronto, scambio, accettazione e accoglienza dell’altro promuovendo la responsabilità civile.

Strumenti digitali

Un’attenzione sempre più importante viene rivolta all’uso di strumenti digitali, non solo per discenti con fragilità, ma per motivare maggiormente, per conoscere la funzionalità del proprio corpo (con app per dati biometrici, passi, consumo calorico, intensità del gesto, cardiofrequenzimetri) e per monitorare i propri progressi (GPS per l’analisi dell’orientamento spaziale, analisi video). Nelle nuove Indicazioni l’utilizzo di questi strumenti viene visto come supporto al discente, che non esegue in modo passivo ma co-progetta, decidendo e analizzando i vari dati, ad esempio, ottenendo un feedback da un’app su un gesto errato o su un fallo durante il gioco. Sviluppare competenze digitali significa usare consapevolmente nuovi strumenti, analizzare dati e fonti, ed esercitare pensiero critico verso i media. Per la prima volta, infatti, vengono introdotte riflessioni sui possibili danni generati dai modelli socio-culturali odierni sul concetto di “corpo”, e amplificati dai vari social, app e tecnologie specifiche, in una fase così delicata e fragile di costruzione della propria immagine. La nostra disciplina in questo ambito ha un valore enorme, non solo grazie all’educazione affettiva (“educazione del cuore”), ma come strumento educativo di interazione, in quanto incoraggia alla consapevolezza corporea, all’accettazione di sé e all’abbattimento di stereotipi.

Suggerimenti metodologici e conoscenze

Molti docenti hanno sollevato obiezioni riguardanti il contrasto tra l’art. 33 della Costituzione e i suggerimenti sulla metodologia ed i contenuti insiti nelle nuove Indicazioni. Personalmente non percepisco questa spinta prescrittiva, poiché a mio avviso, le Indicazioni sono e rimangono un quadro di riferimento ed il docente, nel contesto dell’autonomia, è libero di progettare percorsi flessibili e adattabili ai vari contesti classe, per raggiungere le competenze attese e gli OSA. Il testo indica cosa i discenti dovrebbero “sapere” e “sapere fare" al termine di un percorso e lascia alla scuola il compito di tradurre le indicazioni nel proprio curricolo, anima del PTOF. Vedo i suggerimenti di metodologie induttive attive e l’esplicitazione di alcune conoscenze come contenuti (non prescrittive), un aiuto per i docenti, uno spunto di riflessione per superare la frammentazione nozionistica del sapere, ancora molto presente. Suggerimenti per una transizione che non è solo una scelta pedagogica, ma un’urgenza in linea con una realtà giovanile diversa e in difficoltà, dove la scuola possa diventare uno spazio di opportunità e di crescita per tutti, in linea con il Tfu(1).

Valutazione

Interessante il focus sulla valutazione, che concorre alla costruzione della personalità del discente e viene dichiarata come atto pedagogico che orientano il docente e l’alunno nel percorso di formazione. La valutazione non deve solo misurare, ma evidenziare percorso, potenzialità, limiti, accompagnando lo studente nell’acquisizione della consapevolezza di sé e il docente nella costruzione di percorsi di sapere significativi.

Note

1 - Tfu: modello didattico sviluppato ad Harvard negli anni 1990; supera il concetto di educazione, formazione, istruzione come memorizzazione di conoscenze ed evidenzia la necessità di saperi interiorizzati e riletti da ogni discente.

Bibliografia

Decreto Ministeriale 9 dicembre 2025 n. 221                   

Alberto Damasio, L’errore di Cartesio, 1994.

Sitografia

www.orizzontescuola.it

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L'autrice
Chiara Burgassi è docente di scienze motorie da oltre 20 anni, specializzata nella didattica inclusiva per l’unicità; è Responsabile Regionale scuola FIB dal 2024 e Formatrice FIB per docenti dal 2023. Per la casa editrice G. D’Anna è autrice del libro L’Unicità in movimento, pubblicato nel 2026. È Relatrice nei convegni per la formazione docenti con Loescher D'Anna dal 2025 e Relatrice Adisef Prato e Capdi dal 2024. Amante del proprio lavoro e sempre alla ricerca di orizzonti di significato.

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